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CorsoVerdeTecnologicoLa Fondazione Architetti di Treviso con AIAPP (Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio) organizza per martedì 23 giugno a Treviso un corso sul tema "Tecnologie e manutenzione del verde pensile e del verde verticale". Il corso vedrà tra i relatori l'architetto Edoardo Bit e il dott. Ivano Zecchini, membri del direttivo AIVEP.

Il corso - come si legge nel  programma allegato - si propone di trasmettere le nozioni essenziali per acquisire consapevolezza delle problematiche riscontrabili nell’affrontare il tema sia del verde pensile che del verde verticale e delle soluzioni possibili, ai fini una progettazione e di una esecuzione corrette. In botanica l’ibrido è un nuovo soggetto che si viene a creare quando due piante appartenenti a due diverse categorie sistemiche si incrociano e danno origine ad un “figlio” (l’ibrido, per l’appunto) che ha caratteristiche diverse da entrambi i genitori e quindi va a fondare una nuova categoria. Da qualche anno si sta assistendo, in architettura, a quella che a tutti gli effetti sembra essere la nascita di un nuovo “ibrido”: ossia l’edificio generato dall’incrocio tra architettura e verde, che potrebbe essere la nuova frontiera del dialogo e della contaminazione tra questi due linguaggi compositivi.

Il verde – inteso sia come materiale vegetale che, in un’accezione più ampia, come progetto di architettura del verde (giardino e paesaggio) – fuoriesce dai luoghi a lui più tradizionali (quali i giardini, gli spazi pubblici urbani, i parchi) per spostarsi e conquistarne altri dove, fino a pochi anni fa, nessuno si sarebbe pensato di vederlo comparire. Si parla allora di “verde tecnologico”, ma anche di verde verticale, di tetto verde, di facciate verdi o LSD Landscape Sensitive Design ecc. Se si tratti di un nuovo linguaggio o di una moda passeggera lo si vedrà nel tempo, ma di fatto ad oggi per il progettista è impossibile ignorare il tema, anche perché si sono aggiunte le valutazioni sulle prestazioni energetiche che le nuove tecnologie verdi garantiscono e che oggi sono diventate irrinunciabili e imprescindibili. Si pone dunque il problema di come approcciare e maneggiare questo nuovo ibrido, imparando a parlare sia il linguaggio del verde che quello dell’architettura anche per lavorare in team con colleghi competenti nelle specifiche materie. Il corso, che si svolgerà in una giornata, mira a focalizzare gli aspetti positivi e i limiti del verde tecnico (pensile e verticale), affinché la scelta progettuale tenga conto anche degli aspetti di sostenibilità economica ed ambientale e di quelli di gestione, al fine di produrre realizzazioni durevoli e facilmente gestibili nel tempo e non mode passeggere portatrici di problemi futuri.

Per maggiori informazioni su sede, programmi, orari, modalità e costi di iscrizione vai al programma del corso.